di Fabio BELLI

Il direttore editoriale di Laziostory.it, Gian Luca Mignogna, è intervenuto sui 105.8 di Radio Incontro Olympia nel contenitore La Lazio Siamo Noi per fare il punto sulla questione Scudetto 1915, soprattutto alla luce di alcune obiezioni avanzate negli ultimi giorni da alcuni addetti ai lavori come Andrea Abodi:




ASCOLTA L’INTERVENTO DI GIAN LUCA MIGNOGNA A RADIO INCONTRO OLYMPIA:

Le dichiarazioni di Abodi hanno sollevato più di una polemica:La risposta è abbastanza semplice. Chiariamo che non sta a me esprimere giudizi sui consiglieri federali, ma partendo dalle parole di Abodi rovesciamo la cosa e diciamo che ci danno lo spunto per chiarire perché è fondata questa richiesta e perché ci muoviamo oggi. Quel presunto provvedimento, perché non ve n’è traccia nè presso la FIGC nè presso il Genoa, non è stato pubblicato nelle forme previste né mai notificato alla Lazio. Dico la Lazio non per intendere la società ma chiunque agisca nell’interessa della Lazio. Quindi ci si può muovere perché i termini non sono mai decorsi.




Quindi lo scudetto è stato assegnato al Genoa senza nulla di ufficiale alle spalle?Non appena lanciata la petizione chiesi subito alla FIGC un documento che comprovasse l’assegnazione dello scudetto. La FIGC ha risposto di non essere in possesso di alcun provvedimento, richiesto quindi al Genoa. La risposta è stata la stessa: nessuna copia dei documenti, l’unica traccia è l’annuncio attraverso la rivista ufficiale del Genoa nel 1921 dell’assegnazione a tavolino del titolo. Parliamo dunque di un provvedimento mai notificato alla Lazio e mai ratificato nelle forme previste. Essendo il Genoa la squadra che ha portato il calcio in Italia ed essendo prima al Nord è normale che avesse la giusta considerazione, ma non si può accettare come la Lazio sia stata dimenticata pur essendo l’unico club avente diritto di disputare la finale di quel campionato. Ci siamo mossi l’anno scorso per la rivendicazione perché soltanto l’anno scorso ci siamo resi conto come sono andate le cose in quel campionato. La storiografia ufficiale per un secolo ci ha raccontato una versione artefatta di quel campionato, nessuno aveva mai attestato come la Lazio avesse ufficialmente vinto il girone centrale, né che la finale sud fosse stata annullata. Abbiamo compiuto un lavoro storiografico sfiancante, scoprendo adesso e solo adesso come furono andate le cose. Va sottolineato poi come questa tesi sia stata comprovata dalla Commissione dei Saggi. Dovete sapere che in FIGC sono stati prodotti dal sottoscritto e da chi ha collaborato documenti, dossier, memorie per testimoniare quanto accaduto: la Commissione ha lavorato e perso tempo sulle carte, arrivando alla conclusione che l’ex aequo è l’unica soluzione per rimediare ad un’ingiustizia storica.




Le conclusioni della Commissione sono poi sotto gli occhi di tutti: sarebbe ridicolo sconfessarla, visto che l’assegnazione del titolo ex aequo è stata indicata chiaramente come unica soluzione possibile.Purtroppo ogni cosa che riguarda la Lazio è storicamente tortuosa è piena di ostacoli. Smentendo la Commissione la FIGC smentirebbe praticamente se stessa: l’importante è valutare con obiettività ed onestà la relazione della Commissione e tutti gli atti depositati in questo anno e mezzo di ricerche. L’unico modo per risolvere questo vulnus, caso unico nella storia del calcio italiano, è assegnare lo scudetto ex aequo a Lazio e Genoa, perché la Lazio al momento della sospensione bellica era la squadra con maggiore diritto, anche più dei liguri, per la disputa della finale per il titolo. All’epoca sono subentrate anche questioni di potere, con i dirigenti del Genoa che facevano parte dei quadri federali dell’epoca, mentre le squadre del centro-sud non erano certo molto considerate. Inoltre la Lazio uscì con le ossa rotte dalla Grande Guerra, con tantissimi caduti, e doveva iniziare a difendersi dal progetto che portò meno di dieci anni dopo dalla costituzione della seconda squadra della Capitale, con pressione e fusioni che partirono subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale creando un clima politicamente difficile per la Lazio anche a Roma, risoltosi nel 1927 con l’opposizione del generale Vaccaro.




A questo punto cosa ci si può aspettare: “Devo dire che mi aspetto due cose: che il mondo Lazio si unisca su questa battaglia, che deve essere di tutti perché si tratta di una battaglia per la nostra storia e gli attacchi arrivano quasi quotidianamente. Anche agli scettici di parte laziale chiedo di studiare bene i dossier e le carte per capire la particolarità del caso. Quindi mi aspetto che chi sarà chiamato a decidere lo faccia senza alcun condizionamento, né di fede calcistica, politica o altro, attestando come la documentazione depositata sia assolutamente esaustiva dal punto di vista giuridico e sportivo.

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