di Fabio BELLI

Dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico e vicepresidente della Polisportiva Lazio, la figura di Federico Eichberg porta lustro da anni ai colori biancazzurri. Sempre vicino col cuore e con la mente alle vicende del club anche durante i suoi viaggi all’esterno, in esclusiva per Laziostory Eichberg ha parlato a trecentosessanta gradi della squadra di Simone Inzaghi, ma anche dei brillanti riconoscimenti che la Polisportiva ha saputo guadagnarsi anche in tempi molto recenti, a partire dall’oro Olimpico che proprio Felipe Anderson ha conquistato a Rio de Janeiro.




Ci si poteva attendere una partenza così positiva dalla Lazio di Simone Inzaghi?Ciò che mi rende più felice riguardo al progetto appena partito è constatare l’età media dei ragazzi che si inseriscono in rosa e la naturalezza con cui si mettono in evidenza i nuovi talenti cresciuti in casa Lazio. Questa è la nota più bella a prescindere dai buoni risultati e dal gioco accattivante che si è espressa in campo.

Quali i meriti in questo di Simone Inzaghi?Parliamo di un campione d’Italia, un giocatore che ha vinto tantissimo e che ha realizzato una storica “pentapletta”, credo si possa dire così, in un grande match di Champions League contro il Marsiglia. Si tratta di un profilo che ha dunque recitato un ruolo primario nella storia del calcio italiano: Inzaghi è un tecnico che ha saputo allenare al meglio la Primavera, conquistando anche titoli importanti per la bacheca della Lazio. Sa allenare i giovani ed inserirli nel miglior modo possibile nel tessuto della rosa, un allenatore che ha tutto il potenziale per fare bene. L’esperienza del mister fin qui si può dire assolutamente positiva.




Fra i giocatori della rosa quali sono i suoi preferiti, anche considerando un suo punto di vista da tifoso?Sicuramente erano tanti anni che non vedevamo la naturalezza di un uomo d’area come Ciro Immobile. Con Miro Klose potevamo vantare un monumento del calcio con una capacità di progressione e di lettura dell’azione straordinaria, ma con Immobile negli ultimi sedici metri possiamo contare su un valore assoluto. Pur essendo ancora molto giovane ha già una notevole esperienza, capocannoniere in Serie B e in Serie A: migliore investimento in attacco non si poteva fare. Credo che ad impressionare in questo inizio di stagione siano stati lui e il rendimento della difesa, che con Wallace e Bastos ha trovato due acquisti di grande livello.

Si può già ipotizzare un obiettivo per questa Lazio, o sarà necessario aspettare almeno la fine del girone d’andata?Di solito nelle nostre stagioni il momento della verità arriva a cavallo delle festività natalizie. Se riusciremo a ripartire bene ad inizio anno, facendo fronte anche all’assenza di Keita che sarà assente per la Coppa d’Africa, allora potremo porci obiettivi ambiziosi e davvero realistici, direi una valutazione che si potrà fare verso la fine del mese di febbraio. Al momento abbiamo un naturale obiettivo che è quello di tornare in Europa, per quel periodo potremo capire anche quale Europa.




Quali sono i nuovi orizzonti della Polisportiva?Diciamo che l’anno che si va a concludere è stato un anno molto importante per la Polisportiva, con molti atleti che sono partiti per conquistare quello che è il massimo alloro per definizione per uno sportivo, la medaglia d’oro alle Olimpiadi. Fra di loro ce n’è uno che è riuscito nell’impresa proprio nel calcio, ovvero Felipe Anderson, decima medaglia d’oro laziale alle Olimpiadi dopo le cinque conquistate nella pallanuoto, le tre nel calcio e quelle nella scherma e nella pallavolo. Inoltre abbiamo conseguito una lunga serie di titoli e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, penso alle medaglie conseguite dalla scherma agli Europei, alle prestazioni in Nazionale dei nostri pentatleti, allo scudetto della ginnastica e alla promozione in campionato del baseball. Ugualmente grandi risultati sono arrivati dalle realtà associate, cioè le realtà che ancora non sono sezioni ma speriamo lo possano diventare a breve: penso al calcio gaelico che ha conseguito alcuni titoli internazionali e al footgolf che ha appena vinto il campionato italiano, lo scorso fine settimana. E’ una varietà di discipline che dice che nessuno come la Lazio dimostra il suo amore per lo sport parlandone tutte le lingue possibili. E’ importante rimarcare la leadership della Lazio nell’ambito dell’associazione delle polisportive europee. Si tratta del più vasto segmento di sport in Europa, guidato dalla Lazio davanti a club come lo Sporting Lisbona, l’Olympiacos, il Bayer Leverkusen, il Levski Sofia, la Dinamo Bucarest, il Ferencvaros di Bucarest. Quest’anno abbiamo nuovamente ricevuto dalla Commissione Europea le risorse e l’incarico di svolgere alcuni progetti di integrazione sociale e di sport for all, cioè di diffusione dello sport per tutti. Un riconoscimento importante per tutti i sostenitori del mondo Lazio che oggi è un motore dello sport in Europa.”




Chiudiamo con una considerazione sulla rivendicazione dello Scudetto 1915, che l’ha vista tra i sostenitori più convinti sin dall’inizio:Ho avuto la fortuna di incontrare Gian Luca Mignogna ai primordi di questa bella iniziativa, non posso che ringraziarlo da appassionato biancoceleste, anzi biancazzurro come dice lui, per aver portato avanti questa istanza. Ho visto finalmente raccolte in maniera giuridicamente ineccepibile tutte le ragioni riguardo questa causa. A Gian Luca va il merito di questa sistematizzazione e dell’avanzamento così efficace della petizione online. Le due ali in cui si è mossa questa iniziativa di Gian Luca sono la grande ricerca storiografica compiuta con il Centro Studi Nove Gennaio Millenovecento, in particolare grazie alla figura di Pasquale Trane alla quale va il nostro ringraziamento in quanto inestimabile e infaticabile ricercatore storico, e alla ricerca sulla spedizione bellica dei nostri atleti, quasi in trecento partirono per il fronte. C’è stata poi la capacità di trovare interlocutori in Federazione che hanno mostrato sensibilità: credo vada mostrata grande gratitudine alle istituzioni che hanno fatto la cosa più giusta, approfondendo la questione e nominando una Commissione ad hoc. Le conclusioni della Commissione hanno evidenziato i torti subiti all’epoca dalla Lazio indicando l’ex aequo come unica soluzione, e speriamo che la FIGC sia ricettiva anche in questo, così come ha fatto finora, dando il via libera alla soluzione che tanto auspichiamo.

 

 




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