Campione d’Italia Primavera nel 2001 e giovane emergente ai tempi di massimo splendore della Lazio di Cragnotti, Emanuele Berrettoni è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione Laziali on Air per parlare delle vicende in casa biancazzurra.

Come si vive un momento di grande ascesa per un giovane, come quello di Danilo Cataldi appena convocato in Nazionale?E’ un momento di grande orgoglio, ricordo quando è toccato a me, mi ritrovai ad indossare una maglia con lo scudetto sul petto ed era una grande gioia e una grande responsabilità, mi trovai a sostituire Salas in Champions League contro lo Sparta Praga. La Nazionale rappresenta senz’altro uno stimolo in più per un grande talento come Cataldi.
Quali sensazioni prova un giovane nello scendere in campo in un palcoscenico del genere?Sicuramente si tratta di un’esperienza importantissima, che se fatta in giovane età può insegnare a crescere e a fare esperienza. L’importante è saper carpire consigli e segreti dai campioni che sono ad un passo da te. Chiaramente con i giovani i tifosi devono avere un pizzico di pazienza in più, visto che i ritmi sono decisamente più alti e cambia il modo di giocare, ma certi palcoscenici sono quelli che ogni giovane sogna.




Che impressione ha fatto la Lazio in questa prima fase del campionato?E’ una squadra che mi piace tantissimo, gioca bene ed ha un allenatore giovane e preparato. Esprime un calcio tra i migliori in Italia in questo momento ed il fatto di non dover giocare le Coppe Europee rappresenta un vantaggio non da poco. Se il Milan può pensare già alla Champions, non vedo perché non possa farlo la Lazio.
Avendoci anche giocato insieme, qual è l’idea su Simone Inzaghi?Quando arrivai dalla Primavera mi accolse benissimo, così come tutta la squadra. Non avrei mai pensato avesse potuto fare l’allenatore, invece chiunque ha lavorato con lui ne parla come un tecnico preparatissimo, che sa sfruttare la grande conoscenza dell’ambiente che ha maturato negli anni.
Quale reparto rappresenta il punto di forza della Lazio?Sicuramente mi ha fatto una maggiore impressione l’attacco, Felipe Anderson e Keita hanno numeri straordinari, soprattutto considerando la loro giovane età. Giocatori di questo tipo che sanno saltare l’uomo e creare sistematicamente la superiorità numerica in campo fanno sempre la differenza. Anche la difesa ha ritrovato equilibri fondamentali e tutta la squadra ne sta traendo beneficio:




Su Immobile:Per giocatori come lui, che hanno il gol nel sangue, basta trovare l’ambiente giusto per recuperare tutta la sua qualità. Bisogna dare il giusto merito anche ai compagni e al lavoro di tutta la squadra che lo mette nelle condizioni ideali per fare gol.
In Serie A si stanno facendo valere realtà emergenti come quella del Crotone, che anche solo pochi anni fa non si pensava potessero raggiungere il massimo campionato: “Penso che favole come quella del Crotone saranno sempre più frequenti. In Serie B e in Lega Pro il livello è sceso e con una buona e seria programmazione anche realtà molto piccole, come furono l’anno scorso il Carpi ed il Frosinone, possono raggiungere grandi risultati. Sin dai tempi in cui ci ho giocato anche io il Crotone ha fatto della programmazione e del lavoro il suo fiore all’occhiello ed è giusto che possa vivere questo sogno.
Ora stai giocando a Pordenone: che realtà è e quali potenzialità ha calcisticamente quella zona d’Italia?Sì anche in questo caso conta la programmazione, alle spalle abbiamo una società serie che non fa mai il passo più lungo della gamba. Dopo la semifinale play off dell’anno scorso anche quest’anno siamo a quattro punti dalla prima in un girone difficilissimo e con pazienza e programmazione, come ripeto, si possono ottenere risultati sorprendenti.




In Serie A l’Inter rimane un grosso punto interrogativo. Con Pioli la squadra nerazzurra potrà tornare competitiva?Sicuramente l’Inter presa singolarmente è la squadra più forte d’Italia, ma poi messi insieme questi talenti una squadra vera non la compongono. Sembra che in questi mesi abbia regnato la confusione, Pioli dovrà soprattutto sistemare gli equivoci visti finora.
Il Napoli potrà invece ritrovare la continuità smarrita?Sinceramente non lo so perché giocando senza centravanti è difficile mantenere gli stessi equilibri di prima. Il Napoli ha bisogno di giocare col 4-3-3 ma non ha una prima punta, che nemmeno Gabbiadini è. Non so quando rientrerà Milik ma credo che il Napoli sul mercato debba reperire una prima punta per non snaturare tutto l’impianto di squadra.




Nel weekend tornerà in campo la Nazionale: i giovani che stanno emergendo quest’anno possono essere fonte di speranza di miglioramento anche per gli Azzurri?Credo che far giocare i giovani e metterli alla prova sulla ribalta della Serie A sia l’unico modo per permettere loro di crescere. Squadre come Atalanta e Milan stanno puntando su un blocco di giovani giocatori italiani e i frutti si stanno raccogliendo. Per la Nazionale bisogna avere la dovuta pazienza per permettere a questi giovani di talento di acquisire la giusta esperienza internazionale.
Per chiudere, tornando alla Lazio: qual è l’aneddoto della Lazio cragnottiana che ti è rimasto più in mente?Ce ne sono tanti, dall’esordio in Champions League al gol che realizzai nella Festa del Centenario. Ricordo quel periodo con enorme orgoglio perché ho fatto parte di una squadra stratosferica, non so in quel periodo quante formazioni al mondo fossero così forti: basti pensare che quando arrivai in prima squadra Boksic era il terzo attaccante.




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