di Fabio BELLI

E’ uno dei giovani volti più competenti e appassionati del mondo del giornalismo vicino alla Lazio. Con GolDerby, in onda tutte i venerdì sera su GoldTV, è alla conduzione di un format innovativo e molto seguito: in esclusiva per Laziostory, Augusto Sciscione ha fatto il punto sul momento biancazzurro, con la sosta che dovrà caricare la squadra di Inzaghi in vista di un periodo caldissimo che arriverà fino a Natale.

Partiamo da Napoli: è stato un punto guadagnato o si poteva ottenere anche di più, visto il momento difficile attraversato dai partenopei?Inizialmente ero un po’ scettico sulla formazione così come molti altri, visto che c’erano diversi giocatori fuori ruolo. Il Napoli ha attaccato a strappi ma non ha mai davvero messo sotto la Lazio, è mancata forse un po’ di convinzione nel finale quando il Napoli era un po’ stanco e sfilacciato in campo e si poteva approfittare della situazione. Forse i cambi scelti da Inzaghi non hanno portato quel qualcosa in più che serviva nelle ultime battute della partita. Avere a disposizioni cambi di qualità superiore avrebbe potuto permettere alla Lazio di osare di più: per me comunque non si tratta né di un punto guadagnato né di un punto perso, ma semplicemente di un pareggio che rispecchia quello che è stato l’andamento della gara.




La classifica attuale della Lazio invece rispecchia quanto si è visto in questa fase iniziale del campionato o poteva essere anche migliore?Migliore credo sia impensabile, credo che la classifica rispecchi il discreto lavoro che sta facendo Inzaghi ma anche la voglia di riscatto che molti giocatori hanno, ricordando le pessime performance dello scorso anno. Ci sono punti persi, come quelli a Torino, ma altri episodio come il rigore col Bologna alla fine che a livello di punti compensano quanto si è visto. Sostanzialmente la classifica della Lazio mi sembra giusta e rispecchia la maggiore convinzione di alcuni giocatori, soprattutto quelli che c’erano anche l’anno scorso come Parolo, Biglia, Lulic, Radu, Milinkovic-Savic ed anche Keita e Felipe Anderson… stanno dando tutti un qualcosa in più.




Simone Inzaghi sembra stia lavorando molto bene sul piano caratteriale e motivazionale, oltre che su quello tecnico-tattico:Dal punto di vista tattico mi sono trovato anche a criticare Inzaghi, poiché il 3-5-2 decisamente non mi piace. E’ un modulo che costringe a schierare fuori ruolo molti giocatori, lo si è visto con Felipe Anderson quasi costretto a fare il terzino, con Basta fra i tre centrali ma anche con Keita che non mi sembra prettamente una seconda punta. Dal punto di vista psicologico però il tecnico si fa seguire, e lo dimostra proprio il fatto che i giocatori danno il massimo in ruoli non propri. Per cui pur non trovandomi d’accordo tatticamente, apprezzo la bontà del lavoro che Inzaghi sta svolgendo sul gruppo, visto che tutti i giocatori, nuovi e vecchi, stanno dando il massimo. Anche Djordjevic, spesso criticatissimo, l’ho visto in grado di dare il 100% anche nei pochi minuti in cui è stato chiamato in causa a Napoli.

Anche in difesa sembra essere cambiato qualcosa: da Gentiletti, Bisevac e Mauricio a Lukaku, Wallace e Bastos il salto di qualità è stato evidente.Sinceramente non conoscevo i nuovi acquisti, Bastos ha fatto subito una grande impressione contro la Juventus, ma anche successivamente fino all’infortunio. Wallace è stato una sorpresa perché era parso molto spaesato a Bergamo e invece piano piano si sta confermando a buoni livelli. In generale il ritorno di De Vrij è stato il vero nuovo acquisto, capace di trasformare chiunque gli giochi accanto. C’è da dire che questi nuovi acquisti, credo si possa dire, sono di qualità nettamente superiore rispetto a coloro che sono partiti, per personalità e voglia ma anche per età e prospettive. Io vorrei sottolineare anche la grande stagione di Radu, che l’anno scorso non si era espresso a questi livelli.




Nella Lazio dei giovani di Inzaghi, oltre a talenti già conosciuti come Keita o già leader in Primavera come Murgia, stanno brillando elementi come Lombardi e Strakosha che nelle serie inferiori avevano incontrato parecchie difficoltà:E’ presto per valutare questi giovani che hanno comunque collezionato finora poche presenze, compreso Murgia. E’ anche vero che in una squadra che funziona anche i giovani riescono a mettersi in luce e a sfruttare le proprie caratteristiche. Lombardi ha una costanza di rendimento importante, a Bergamo ha dimostrato subito quanto vale e la sua affidabilità. Strakosha ha sfruttato la situazione del terzo portiere che non è convincente più di tanto, l’inadeguatezza di Vargic ha portato la società a cambiare le gerarchie ed il giovane portiere albanese ha saputo sfruttare l’occasione. Nella Lazio dell’anno scorso invece ritengo che neanche il giovane Messi sarebbe riuscito a venire a capo dalla situazione.




Sia personalmente sia attraverso gli spazi su GoldTV hai sempre dimostrato grande vicinanza alla causa della rivendicazione dello Scudetto 1915 lanciata dall’avvocato Mignogna.Un sostegno convinto, sia da parte mia sia dell’emittente. Credo che sia giusto riportare la memoria storica all’attualità: se i fatti sono accaduti come è stato accertato, con tutta la documentazione prodotta da Gian Luca, è giusto che questa battaglia venga vinta. Non c’è un solo motivo per far andare le cose altrimenti: qualcuno ci dovrebbe spiegare il contrario, perché lo scudetto sarebbe solo del Genoa? La risposta a questo quesito credo che non ci sia, si tratta di un diritto acquisito dal campo ma non riconosciuto e la battaglia è stata necessaria. Aver riportato alla luce come sono andati i fatti è già una vittoria, l’aver riportato la verità storica agli occhi di tutti. Anche se ovviamente la vittoria finale vera e propria non potrà che essere l’assegnazione dello scudetto.




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