di Fabio BELLI

LAZIO

Marchetti 7 Chiude la saracinesca nel momento più duro della partita, da tempo non lo si vedeva esibirsi su questi standard di rendimento.

Basta 7 Inizia faticando con Insigne arrembante sul suo lato, nel secondo tempo esce fuori di prepotenza e raccoglie i frutti del suo spirito di sacrificio.

Radu 7 Vedi Marchetti: è alla seconda partita consecutiva di grande spessore, la sua qualità è indispensabile per una grande Lazio: quando questa qualità manca si sente, quando c’è si vede eccome.

Wallace 7.5 Una rivelazione: già col Sassuolo aveva dimostrato di avere grandi numeri in chiusura, oggi veste i panni di quel leader difensivo che la Lazio ha trovato finora solo in De Vrij. Mezzo punto in meno rispetto all’effettiva prestazione perché l’unica incertezza la commette su Hamsik proprio sul gol.

Felipe Anderson 6.5 Per lui invece mezzo punto in più per il grande spirito di sacrificio messo al servizio dei compagni. Non sappiamo cosa Simone Inzaghi gli abbia detto, ma sul piano della mentalità e dell’altruismo è un giocatore trasformato. Ovviamente con questo modulo incide meno offensivamente, ma non si può certo fargliene una colpa.




Parolo 6.5 Il Napoli ha vita facile solo per vie centrali nel secondo tempo, e le responsabilità sue e di Biglia sono evidenti. Rispetto all’argentino lavora meglio in copertura ma sbaglia più in impostazione, ma merita un applauso in più per il pallone delizioso servito a Keita in occasione del gol.

Biglia 6 Vedi Parolo: non è ancora il vero Biglia, Hamsik nella ripresa lo prende come riferimento per smistare il gioco ed inserirsi. Si guadagna la sufficienza col suo solito lavoro di qualità in fase di smistamento palloni.

Milinkovic-Savic 6.5 Nelle partite in trasferta incide più che in casa, così come con il 3-5-2. Il suo lavoro è sfibrante per il Napoli, stavolta si fa sentire con efficacia anche in fase difensiva.

Lulic 6 Tatticamente gioca una partita di grande spessore: è quello che patisce maggiormente la fatica nel secondo tempo, la prudenza con la quale interpreta il ruolo da esterno nel 3-5-2 non gli permette di sganciarsi come spesso gli piace fare. (78′ Patric 6 Bada al sodo con rinvii e coperture, con lui la squadra passa a quattro per portare a casa il risultato.)




Keita 7 Il gol, nettare degli dei. Al contrario di quanto visto finora, esce bene fuori nel secondo tempo, tenendo in costante apprensione i difensori partenopei. Le sue accelerazioni soffrono la marcatura di difensori veloci come quelli del Napoli, ma offensivamente è ancora una volta l’uomo più incisivo in fase offensiva. (83′ Djordjevic 6 Entra per lottare, dunque lotta.)

Immobile 6 Un combattente nato, lo conferma una volta di più in una partita così difficile. Proprio in casi come questi però deve migliorare in lucidità: a inizio ripresa pecca di egoismo, non servendo compagni ottimamente piazzati in area. Resta comunque un valore aggiunto. (87′ Lombardi sv).

L’all. Simone Inzaghi 7 Tatticamente prepara la partita alla perfezione, dimostrando una volta di più di essere tecnico di estrema intelligenza. Soprattutto, la sua ambizione non supera mai il suo talento: imposta una partita di sacrificio, fa sfogare il Napoli sulle fasce e colpisce nelle ripartenze. Lo spirito fantastico della sua “banda” lo asseconda a meraviglia: unica pecca, lo tradisce la batteria centrale di centrocampo, che tra errori di impostazione e di piazzamento fa passare a tutta la squadra un brutto quarto d’ora. Saper svariare tra moduli diversi è comunque sempre una virtù, soprattutto se le interpretazioni sono queste.




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