di Daniela BONFA’

Il direttore responsabile di laziostory.it, Fabio Belli, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione condotta da Danilo Galdino e Vincenzo Oliva, per parlare del pareggio interno riacciuffato dalla Lazio contro il Bologna in extremis.

La partita in sé ha fornito indicazioni positive. Al di là di un approccio un po’ molle le occasioni da gol sono arrivate in numero enorme, superiore forse a quelle avute nelle precedenti partite. Non credo che, come molti abbiano detto, ci sia stata sufficienza o mancanza di grinta, giocando così anche nelle prossime partite arriverebbero risultati e punti. Il problema è il solito: la mancanza di alternative. In una partita in cui le sorti faticavano a girare, si faticavano ad individuare uomini in panchina adatti a far svoltare il match.

Credo ci sia poco da rimproverare alla squadra nei novanta minuti. I due punti persi pesano per la classifica, ma cosa si sarebbe dovuto fare di più? Così come dopo brutte figure nella scorsa stagione, contro Chievo, Frosinone e Empoli, in cui le colpe di squadra e allenatore nei singoli match travalicavano quelle della società, in questo caso la squadra le ha provate tutte, trovando anche un Da Costa eccezionale. Forse andrebbe ripensata la costruzione di una rosa che dimostra di non avere, nonostante tre mesi di ricerche, un vero sostituto di Candreva.

Felipe Anderson come al solito si è acceso a tratti, ma nel finale, gestendosi meglio di Keita che spende tutto nella prima mezz’ora e poi si spegne, ha dimostrato una personalità quasi inedita per le sue caratteristiche. Anche Parolo mi è sembrato in crescita, anche se il centrocampo si è espresso meglio a mio avviso dopo l’ingresso di Danilo Cataldi nel secondo tempo, facendo girare meglio il pallone. Il campionato al momento sta dicendo come Juventus, Roma, Milan e probabilmente ancora anche il Napoli abbiano qualcosa in più della Lazio, ma alla luce delle grandi difficoltà di Inter e Fiorentina e della possibilità di giocarsi bene le proprie carte con Sassuolo e Torino, la squadra di Inzaghi deve credere fortemente al ritorno in Europa.

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