di Gian Luca MIGNOGNA

Dopo la sosta per le nazionali, che ci ha restituito un Immobile sempre più protagonista ed un Cataldi neocapitano dell’Under 21, riparte finalmente il campionato con una Lazio che, non potranno negarlo nemmeno i più negativisti, pian pianino si sta facendo sempre più largo per riuscire ad imporsi nelle posizioni che contano. E’ vero che finora i biancazzurri si sono imposti con Atalanta, Pescara, Empoli ed Udinese, che attualmente occupano tutte la parte destra della classifica. Ma è pur vero che quel che comincia a solleticare l’orgoglio dei laziali di buona fede è l’impronta che Mr. Inzaghi sembrerebbe esser riuscito ad imporre ai suoi ragazzi.

A prescindere dal modulo e dalle relative variazioni in corso d’opera, infatti, quel che emerge è come la Lazio riesca ad interpretare partite, avversari e fasi di gioco con indubitabile acume tattico e, soprattutto, come ci riesca con una grande compattezza di spogliatoio (sperando continui così), su cui poi si innestano e si rivelano vincenti le superbe giocate individuali dei giovani tenori dell’undici biancazzurro, Immobile, Keita ed Anderson su tutti. La cosa non sorprende, tuttavia, perché chi conosce ed ha avuto modo di seguire Inzaghino nel corso della sua carriera di calciatore ed allenatore, invero, sa benissimo che dietro quella faccia da gran bravo ragazzo e l’estrema garbatezza che da sempre lo contraddistingue alberga una enorme forza d’animo, una grinta da vero combattente, un’estrema cultura del sacrificio ed un attaccamento ai nostri colori che ben pochi possono vantare. Simone Inzaghi, inoltre, ha l’innata capacità di saper ammettere i propri errori, correggere le cose in itinere ed addivenire ad un quadro tattico in cui ogni pedina alla fine viene collocata al posto giusto e nella condizione di esprimersi al meglio. A destare più di qualche preoccupazione, invece, è la catena di infortuni a ripetizione che anche quest’anno ha iniziato a falcidiare la rosa biancazzurra.

Capitan Biglia, in particolare, sembra costantemente bersagliato dalla sfortuna. A Danilo Cataldi la grande occasione di dimostrare tutte le sue potenzialità in cabina di regia, il suo acume nel saper dettare tempi e geometrie nella zona nevralgica del campo e la sua capacità di poter diventare il nuovo alfiere del primo club della capitale. In attesa del derby e dello scontro diretto con il Napoli, il calendario di ottobre offre alla Lazio la possibilità di poter giocare tre match su quattro all’Olimpico (Bologna, Cagliari e Sassuolo), inframezzati da una sortitina in terra sabauda sul campo del Torino. Considerando che già dal prossimo turno le altre saranno impegnate in scontri diretti in cui qualcuno gioco forza sarà destinato a perdere punti (sabato c’è Napoli-Roma, il posticipo di domenica sera sarà Chievo-Milan), non sembra una chimera poter sognare a fari spenti e pensare ad una Lazio che potrebbe ritrovarsi immediatamente alle spalle degli alieni juventini… Daje aquilotti, nun se pò sbaglia’!

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