di Fabio BELLI

Meglio soffrire per poi gioire, recitava un vecchio striscione dei tempi che furono: calza a pennello per una Lazio che soffre, spreca e rischia contro il frizzante Pescara di Oddo. Ma a furia di insistere, arriva lo stacco di testa imperioso di Milinkovic-Savic che apre una partita chiusa e ostica. Un bel sospiro di sollievo per Inzaghi che vede poi la sua squadra dilagare con i gol di Radu e Immobile: ma è l’ingresso in campo di Keita, così come era accaduto contro il Chievo, la mossa che ribalta la partita. Un appunto che il tecnico laziale deve tenere in grande considerazione per il futuro.

FORMAZIONI – Le sorprese preannunciate si verificano: Inzaghi come contro la Juventus sceglie il 3-5-2 e lascia Keita in panchina. Modulo a due punte e difesa a tre, c’è una chance per Djorjevic al fianco di Immobile in attacco e, visto il forfait di Biglia, anche per Cataldi e Milinkovic-Savic a centrocampo. Nel Pescara Oddo conferma il modulo ad “albero di Natale” che ha convinto nelle prime tre partite, Benali e Verre supportano Caprari sul fronte offensivo dove va registrato il forfait di Bahebeck, che era andato in gol contro l’Inter.

APPROCCIO DIFFICILE – Dopo appena 5′ il primo sussulto vale già il gol per la Lazio: su punizione dalla trequarti di Cataldi, irrompe Immobile di testa e sigla il vantaggio, ma l’arbitro annulla: il centravanti laziale era partito in posizione di fuorigioco, giusta la decisione del signor Maresca. La prima metà del primo tempo vede le due squadre andare alla conclusione a rete col contagocce: la Lazio si perde sistematicamente all’ultimo passaggio e Felipe Anderson e Lulic non sfondano sulle fasce. Poco dopo il quarto d’ora De Vrij va vicino al bis di Verona, ma Bizzarri si ritrova il pallone tra le braccia.

PRIME NITIDE OCCASIONI – Bisogna aspettare il 27′ per vedere la Lazio davvero vicina al gol. Bellissimo break di Bastos su un’offensiva pescarese, la Lazio riparte e fa girare il pallone fino a Immobile sul versante sinistro. L’attaccante ha un ottimo guizzo e conclude di potenza, Bizzarri si salva con l’aiuto del palo. Sul conseguente calcio d’angolo su nuova respinta del portiere pescarese Parolo appoggia di testa sopra la traversa da comodissima posizione. Rimpianti nitidi in una partita che fatica a sbloccarsi, col Pescara che non disdegna di usare le maniere forti a centrocampo, con Campagnaro e Verre che rimediano un’ammonizione nella prima mezz’ora.

BRIVIDO MEMUSHAJ – Al 35′ il Pescara ha la palla per sbloccare il match. Bastos, fino a quel momento impeccabile, entra con eccesso di sicurezza in scivolata in area su Caprari, abile a prendersi contatto e calcio di rigore. L’albanese Memushaj era lo specialista dei pescaresi anche in Serie B, ma stavolta “strozza” la conclusione calciando alla sinistra di Marchetti. Un bel sospiro di sollievo per la Lazio che si rimette ad attaccare a testa bassa, con Immobile che manca l’appuntamento con il gol per due volte da centro area in ottima posizione, e Felipe Anderson che esalta in diagonale i riflessi di Bizzarri, sempre al meglio della sua forma quando ritrova di fronte la sua ex squadra. Nel mezzo, una sventola di Cristante respinta in volo da Marchetti.

PRESSIONE LAZIO – La ripresa parte subito con due cambi per il Pescara: Benali non ricomincia la partita, al suo posto c’è Manaj, mentre al 4′ Gyomber per infortunio deve lasciare il posto a Fornasier. Al 6′ interessante colpo di testa di De Vrij su punizione di Cataldi, il pallone non manca di molto il bersaglio. Grande occasione poi all’11’ con un delizioso pallone filtrante di Lulic per Djordjevic: Bizzarri è però perfetto nel chiudere lo specchio della porta al serbo. 2′ dopo ci prova Felipe Anderson che si accentra e tira, ma il pallone sorvola la traversa.

FINALMENTE MILINKOVIC-SAVIC – Al quarto d’ora Inzaghi si decide per la mossa-Keita, col senegalese che prende il posto di Filip Djordjevic. La pressione della Lazio è ancora forte ma è il Pescara a partire bene in contropiede, col giovane Manaj che ha un’ottima opportunità calciando però in bocca a Marchetti, con la retroguardia laziale che aveva subito però neutralizzato l’inferiorità numerica. Subito dopo, al 22′ Felipe Anderson sfonda sulla destra e pennella un cross al bacio per Miliknovic-Savic: lo stacco di testa del serbo è da manuale e la Lazio passa meritatamente in vantaggio.

LA LAZIO DILAGA – Rotta la diga pescarese, con un Keita subito capace di dimostrare di saper travolgere tutto e tutti con le sue accelerazioni, la partita da estremamente ostica si fa in discesa per la Lazio. Il raddoppio lo firma Radu, su calcio d’angolo battuto da Cataldi oggi ottimo sui calci piazzati, col romeno che realizza un gran gol prendendosi una bella rivincita dopo le recenti critiche. Poi arriva il tris proprio grazie ad una progressione inarrestabile di Keita, strepitoso in velocità e capace di servire un comodo assist a Immobile, che trova meritata gloria personale. C’è spazio per l’esordio di Murgia in Serie A, col centrocampista pupillo di Inzaghi che prende il posto di Milinkovic-Savic a 10′ dalla fine. Tempo che, compresi i 5′ di recupero, la Lazio trascorre gestendo al meglio il triplo vantaggio e ottenendo un successo che regala un altro sapore a tutto l’avvio di campionato della squadra di Simone Inzaghi.

IL TABELLINO

LAZIO-PESCARA 3-0

MARCATORI: 67′ Milinkovic (L), 72′ Radu (L), 76′ Immobile (L)

LAZIO (3-5-2): Marchetti; Bastos, de Vrij, Radu; Felipe Anderson (73′ Basta), Parolo, Cataldi, Milinkovic (81′ Murgia), Lulic; Immobile, Djordjevic (60′ Keita). A disp. Strakosha, Vargic, Wallace, Hoedt, Patric, Lukaku, Leitner, Luis Alberto, Lombardi. All. Simone Inzaghi

PESCARA (4-3-2-1): Bizzarri; Zampano, Campagnaro, Gyomber (49′ Fornasier), Biraghi; Memushaj, Brugman, Cristante (74′ Mitrita); Verre, Benali (46′ Manaj); Caprari. A disp. Fiorillo, Pigliacelli, Crescenzi, Vitturini, Zuparic, Aquilani, Bruno, Pepe. All. Massimo Oddo

Arbitro: Maresca (sez. Napoli).

Ass.: La Rocca-De Meo. IV: Marzaloni. Add.: Rocchi-Pezzuto

NOTE. Ammoniti: 16′ Campagnaro (P), 28′ Verre (P), 34′ Bastos (L), 48′ Radu (L) Recupero: 1′ pt, 5′ st

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