Michael Folorunsho, centrocampista della Primavera biancoceleste, è intervenuto nel post partita di Perugia-Lazio, ai microfoni di Lazio Style Radio.

“E’ sempre importante iniziare bene la stagione, c’è un po’ di rammarico perché non va bene farsi recuperare in una partita che doveva essere nostra, e soprattutto sembrava chiusa. E’ bellissimo indossare la fascia da capitano della Lazio, per me è stato un orgoglio. Possiamo crescere tantissimo ancora, quest’anno possiamo fare bene, siamo una grande squadra, verremo fuori. Rispetto alla scorsa stagione, questo girone A è più difficile, non c’è mai una partita facile, combatteremo fino all’ultimo tutte le gare”

Alessandro Rossi, attaccante della Primavera biancoceleste, è intervenuto nel post partita di Perugia-Lazio, ai microfoni di Lazio Style Radio.

I tre punti erano importanti e fortunatamente sono arrivati, ma dobbiamo lavorare ancora tanto soprattutto in difesa. Queste cose ci fanno bene, è meglio crescere con tre punti in tasca che con un pareggio. L’unica cosa che conta è fare punti.

Quattro gol e un assist che sono arrivati grazie anche al movimento di tutta la squadra, non c’è solo lo zampino mio, sono il finalizzatore, è merito della squadra se vado in gol.

Ho scelto di rimanere qui per crescere, la Lazio è casa mia. Sapevo che l’allenatore mi avrebbe insegnato altro rispetto a mister Inzaghi, così sono rimasto per imparare più stili di gioco, per crescere e responsabilizzarmi. In questa squadra è cambiato il carattere e il modo di giocare, ma abbiamo bisogno di tempo, oggi il gioco è mancato nel secondo tempo, ma ci toglieremo tante soddisfazioni.

Ora è presto, questa è stata la prima partita, ho fiducia nei compagni ma dobbiamo lavorare perché senza lavoro non si ottiene niente.

Inzaghi mi ha cresciuto, mi ha insegnato tante cose, Farris è un secondo padre per me. Li porto nel cuore calcisticamente e dal punto di vista morale. Se servirà, mi farò trovare pronto.

Sabato prossimo arriverà il Napoli da noi, sarà una battaglia, meno tecnicamente e più fisicamente, dobbiamo mettercela tutta ed entrare in campo con la mentalità giusta.

Il tecnico della Primavera Andrea Bonatti è intervenuto nel post partita di Perugia-Lazio, ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Oggi è accaduto quello che succede sempre nel calcio quando vai in vantaggio 4 a 1 all’intervallo. Ho cercato di ammonire i miei ragazzi perché purtroppo ho un po’ di esperienza, hanno avuto l’approccio giusto infatti abbiamo anche segnato il quinto gol, poi è chiaro che facendo un altro gol hanno pensato che le parole che il mister gli ha detto alla fine del primo tempo non avessero tanto valore, hanno pensato che appena entrati ne avrebbero fatto un altro e invece non è così.

Abbiamo avuto un calo di concentrazione, gli abbiamo regalato due gol clamorosi e li abbiamo rimessi in partita regalando anche il terzo gol completamente in partita al 27’ del secondo tempo. Salvo il grande carattere, in un momento in cui l’inerzia della gara era andata totalmente contro di noi, i ragazzi hanno voluto portare a casa il risultato con le unghie e con i denti, con la grande determinazione che penso di avergli trasmesso.

Però non va bene perché non sono uno zemaniano, sono una persona equilibrata, sono molto intenso a livello caratteriale ma sul campo sono equilibrato, esigo questo e non va bene che succedano questi episodi che possono compromettere una prestazione di altissimo livello tecnico nel primo tempo, di grande organizzazione difensiva, molto bene in tutti gli aspetti sia di collettivo sia nei marcamenti individuali, e quindi dobbiamo crescere da un punto di vista della mentalità.

È chiaro che in questo organico, lo so perfettamente, sono presenti solo tre giocatori che dispongono di più di cinque presenze da titolare in un campionato Primavera. Quindi la cosa che noi paghiamo è l’inesperienza. Ed è l’inesperienza che è uscita nel blackout di quei 15 minuti dopo aver segnato il quinto gol, dobbiamo crescere molto. Faccio i complimenti ai miei ragazzi soltanto per l’aspetto caratteriale degli ultimi minuti ma è chiaro che non mi posso ritenere soddisfatto. Io non sono abituato a piangermi addosso, gli alibi non li concedo agli altri perché non li prendo nemmeno per me stesso però è un dato di fatto che questa squadra ha delle carenze e sono carenze che possono vanificare i sacrifici che tutti noi facciamo costantemente. Dico questo perché voglio il rispetto da parte di tutti gli organi di informazione verso i miei ragazzi che fanno tanti sacrifici.

Non parlatemi di anno del riscatto perché poteva esserlo con un organico più completo, più competitivo e con un bagaglio di esperienza in più. Questo è un anno di rinascita. La rinascita non si completa all’istante ma necessita di un tempo di apprendimento del valore della categoria, di crescita della gestione dello stato emozionale, per cui non è adesso che noi dobbiamo avere la necessità di conseguire i risultati, pur chiamandoci Lazio, ma va lasciato del tempo a questi ragazzi per crescere con la giusta tranquillità perché dispongono di discreti valori che devono essere integrati con la categoria dove parecchi di loro non hanno minimamente esperienza.

Con Alessandro Rossi è stato iniziato un percorso di natura tattica in quanto ha cambiato completamente modo di giocare rispetto al recente passato. Non gioca più spalle alla porta, gioca guardando la porta. è stato fatto un lavoro accurato da questo punto di vista e tutti i gol hanno questa matrice. Le palle filtranti che abbiamo creato che sono andate in porta nascono da un lavoro che abbiamo iniziato in ritiro. È chiaro che lui, oltre a questo, sta facendo un percorso di crescita caratteriale, poi è ovvio che ha delle qualità immense che deve riuscire ad utilizzarle nel modo giusto.

Contro il Napoli mi aspetto la crescita, ho appena detto ai miei ragazzi che ogni momento deve rappresentare un’occasione per crescere e migliorarsi. È chiaro che è più confortante doversi migliorare con tre punti in tasca, se oggi la pareggiavi ti restava anche quel senso di insicurezza che non è positivo per una crescita rapida. Ci prendiamo i tre punti consapevoli che abbiamo tanto su cui lavorare e voglio vedere questi miglioramenti nel più breve tempo possibile pur sapendo che con i giovani questo non avviene così rapidamente.

Non guardo mai la data di nascita, esiste solo il valore del campo e la meritocrazia. Esisstono anche delle strategie per responsabilizzare certi giocatori per cui quando faccio delle scelte le faccio anche in funzione di questo. Sono contento della prestazione di Spizzichino, lo stesso dicasi per Rezzi, credo che però anche loro hanno la necessità di trovare molta più continuità perché hanno buone doti e mi aspetto una crescita costante anche da loro. Voglio fare anche grandi complimenti a Dovidio che ha giocato in un ruolo non suo, dopo cinque mesi dall’infortunio, ha recuperato velocemente, ha fatto un’ottima prestazione, 60 minuti giocati molto bene, poi è normale che sia subentrato un calo che non ha vanificato la prestazione perché ci ha permesso di conseguire i tre punti. Ringrazio anche lo staff sanitario, rappresenta una grandissima risorsa per me”.

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