di Fabio BELLI

Per la Lazio l’estate è trascorsa in maniera particolarmente turbolenta. Non serve ripercorrere i vari step, dal caso-Bielsa al caso-Keita fino al caos portieri, con Marchetti messo in discussione e Berisha alla fine ceduto all’Atalanta.

Alla vigilia dell’inizio del campionato Primavera (la Lazio esordirà sabato alle 15.00 a Perugia), scoppia però una grana anche nella squadra di Bonatti. Reduce da un grave infortunio al ginocchio, il difensore Filippo Cardelli avrebbe dovuto essere una delle colonne della squadra in questa nuova stagione. Avrebbe, perché Cardelli si è lasciato andare ad un clamoroso sfogo sul suo profilo Facebook, parlando della sua intenzione di lasciare il calcio nel nostro paese, per ripartire dagli Stati Uniti, dove a Chicago potrà avvalersi di una borsa di studio. Una lunga dichiarazione in cui il giovane centrale, oltre a lamentarsi del trattamento ricevuto dalla Lazio, spara a zero anche sul calcio italiano e sull’eccessiva presenza di stranieri nella rosa dei club.

Ci sarà una risposta della società? Di seguito il post su Facebook di Cardelli:

“Dopo 10 anni di sacrifici lascio il calcio. Ci tengo a chiarire che non ho avuto nessuna divergenza con l’allenatore come è stato scritto, anzi il mister è sempre stato onesto con me. Lascio perché sinceramente questo non è più lo sport di cui mi sono innamorato da bambino. Non vedo che senso abbia giocare nella Lazio primavera e essere circondato da stranieri, e non solo, essere trattato pure come una m***a, dopo tutti i sacrifici che ho fatto. Finché si tratta di rinunciare agli studi, agli amici, alle ragazze, è tutto accettabile perché ho un sogno, e il mio sogno viene prima di tutto. Ma quando ti senti dire che dopo un crociato rotto non sei sicuro di avere le cure della società perché non hai il contratto, quando non puoi mangiare a Formello nei giorno di doppia seduta perché non hai il contratto, quando non puoi andare in palestra a migliorati perché non hai il contratto, quando non ti pagano la visita medico agonistica perché non hai il contratto, ti cascano le palle e rimangono per terra. Ed ovviamente gli stranieri hanno il contratto e guadagnano anche tanto… Non ho mai giocato a calcio per i soldi ma solo per la felicità di far parte di un gruppo di amici che lottano per un obiettivo comune, ho giocato a calcio per il desiderio di poter dire c***o ce l’ho fatta, sono arrivato. La serie A è piena di stranieri, il calcio degli italiani è morto, e sinceramente se devo essere trattato come uno straniero in patria preferisco andarmene. È vero, negli USA il calcio è anni luce indietro, ma almeno ha un briciolo di dignità, quella che noi abbiamo perso. Per tutti quelli che sono arrivati fino a qua e che amano il calcio, un consiglio da chi l’ha vissuto da dentro: non andate allo stadio non comprate gli abbonamenti tv, perché è tutto finto… Quando lombardi è entrato e ha segnato con l’Atalanta mi sono emozionato, un ragazzo italiano che corre e suda per la maglia, questo è quello che dovremmo vedere sempre, ma probabilmente adesso non giocherà più, per far spazio ai tanti stranieri. La foto è con Luca Borrelli, uno dei pochi amici italiani del gruppo degli allievi rimasti in primavera. Che enorme tristezza…”.

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