Pubblicato sul Nuovo Corriere Laziale il 21/12/15

di Gian Luca Mignogna

Egregio Presidente,

ci vorrà scusare se ci permettiamo di usare un tono un po’ confidenziale, ma ormai sono parecchi mesi che Lei, data la Sua carica federale, è costantemente al centro dei nostri pensieri.
Siamo la voce dei firmatari della Petizione “Lazio 1914/15, Campione d’Italia ex aequo!” e di chi pensa che la storia si possa riscrivere secondo i valori della giustizia, del merito e dell’equità.
Alcuni vorrebbero farci sentire scozzesi in terra inglese, ma in realtà noi siamo i Laziali, i primi Figli della Capitale ed i diretti discendenti di quel Popolo del Latium che a partire dal II millennio a.C. prima fondò la Civiltà Latina e poi originò la nascita dell’Antica Roma.

In ambito sportivo siamo stati grandi pionieri sin dal 9 gennaio 1900, allorquando la Lazio fu fondata su una panchina a Piazza della Libertà, decise di cimentarsi per prima in tutte le discipline sportive capitoline e scelse di indossare i colori delle antiche olimpiadi elleniche.
Per diversi decenni fummo decisamente la Società “faro” di tutto il Centro-Sud, ma per ricordare a tutti e per sempre la nostra primaria romanità adottammo sin da subito il simbolo dell’Aquila, emblema della grandezza e della maestà dell’Impero Romano.
Ma venendo alla tematica calcistica che in questo momento più ci tocca e più La riguarda, invero, Ella deve sapere che ai primordi del secolo scorso fummo l’unico club che arrivò a competere con gli squadroni dell’Italia Settentrionale, tant’è che in quegli anni, pur senza mai vincere il titolo tricolore, arrivammo per tre volte a disputare la finalissima nazionale e più precisamente nei Campionati del 1912/13, del 1913/14 e del 1922/23.
Come certamente Le sarà noto, tuttavia, ci fu almeno un’altra occasione in cui fummo ad un passo dalla conquista di quello che per l’epoca sarebbe stato il nostro primo tricolore.
Naturalmente stiamo parlando del Campionato 1914/15, quello inopinatamente interrotto ad una giornata dal termine per lo scoppio della Grande Guerra e per il quale proprio quest’anno ricorre il relativo Centenario.

Pensi che costituisce fatto notorio che il 23 maggio 1915 la Figc decretò l’immediata sospensione del massimo campionato di calcio e che sulla base della situazione di fatto e delle conoscenze storiche pacificamente riconosciute:
A) al momento della sospensione bellica la Lazio aveva già superato la prima fase di qualificazione, era saldamente in testa al Girone Finale dell’Italia Centrale e ad un solo turno dal termine, che avrebbe dovuto disputare in casa contro il Lucca, la situazione era la seguente: Lazio 8, Roman 6, Pisa 6, Lucca 0;
B) le squadre dell’Italia Meridionale consistevano esclusivamente in due squadre campane, ancora ai primordi calcistici, che si scontravano tra loro per poi contendere il titolo di Campione dell’Italia Centro-Meridionale alla vincente dell’Italia Centrale, con l’Internazionale Napoli che in quella stagione e sino alla sospensione aveva disputato e vinto il solo derby d’andata giocato in casa contro il Naples;
C) nell’Italia Settentrionale il Genoa, il Torino, l’Internazionale ed il Milan avevano anch’esse già superato la prima fase di qualificazione e stavano dando vita ad un combattutissimo Girone Finale, in cui il Genoa non poteva ritenersi affatto sicuro di prevalere perché nell’ultima giornata, mai disputatasi, si sarebbe dovuto recare in casa del Torino che all’andata l’aveva già battuto per 6 a 1 e vincendo anche nel ritorno avrebbe raggiunto in testa proprio i liguri, senza escludere, peraltro, che puranche l’Internazionale poteva ancora nutrire una qualche matematica chance di successo sulle altre concorrenti;
E) il Campionato 1914/15 fu definito dalla Federcalcio mediante una delibera postbellica che assegnò “a tavolino” quel tricolore al Genoa, senza tener conto che al momento della sospensione la Lazio era oggettivamente la squadra più prossima alla finalissima nazionale e senza tener conto dell’enorme contributo umano versato dai tesserati biancazzurri durante il primo conflitto mondiale.

Secondo quanto abbiamo recentemente acclarato, in più, l’attuale Figc non dispone di alcun atto e/o documento del Campionato 1914/15, la Federazione dell’epoca dispose l’anticipo dell’ultimo turno dal 23 al 16 maggio 1915 proprio per prevenire l’insorgenza bellica, la partita Lazio-Lucca non si disputò per il forfait di questi ultimi ed il Genoa ritenne di non dover ottemperare a tale decisione federale.
Se a questo aggiungiamo che l’Internazionale di Napoli ed il Naples non hanno lasciato alcun soggetto giuridicamente legittimato quale loro avente causa, Le risulterà di estrema evidenza come la Lazio sia oggettivamente l’unico club a poter reclamare il titolo di Campione dell’Italia Centro-Meridionale dell’epoca e conseguentemente perlomeno l’assegnazione ex aequo dello Scudetto 1914/15.
Per tutte le ragioni sopra esposte, Presidente, noi ci sentiamo come se fossimo i pronipoti morali ed i custodi della memoria degli Eroi della Lazio 1914/15, mai sufficientemente celebrati, onorati e titolati, che inizialmente ci hanno spinto a promuovere, sottoscrivere e rimetterLe la nostra Petizione e che ora dal Firmamento Biancazzurro ci chiedono di sensibilizzare le Istituzioni Federali affinché nell’anno del Centenario, anche d’ufficio, si possa pervenire in tempi stretti alla nomina di una Commissione Straordinaria mediante la quale ottenere un precipuo, compiuto ed integrale riesame del caso.

Non sembrerebbe anche a Lei un atto assolutamente equo, giusto, doveroso, meritorio e finalmente riparatorio?
In attesa di un Suo cortese riscontro, magari da metter subito sotto l’albero di Natale

Le inviamo i nostri più distinti saluti.

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